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Parchi della Toscana: i 14 parchi naturali e riserve più belli da visitare

Dalle creste rocciose dell’Appennino fino alle calette dell’Arcipelago, la Toscana nasconde un patrimonio naturale enorme. Oltre alle classiche città d’arte o i vigneti del Chianti, c’è una rete fitta di parchi nazionali, oasi protette e riserve regionali ideali per chi ama camminare, fare birdwatching o semplicemente staccare la spina. Che tu voglia attraversare le faggete del Casentino, scoprire le baie selvagge in Maremma o salire sulle vette delle Apuane, ogni area ha un’identità precisa e paesaggi che cambiano di continuo.

Quali sono i parchi nazionali e regionali più famosi della Toscana?

Dai boschi dell’entroterra fino alle tutele marine dell’alto Tirreno, le grandi aree protette della regione coprono ambienti diversissimi tra loro. Se vuoi capire davvero quanto è ricca la biodiversità toscana, ci sono tre parchi da cui devi partire per forza.

Ecco i tre complessi naturali più importanti da segnare in agenda:

  • Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campign: abbraccia le province di Arezzo, Firenze e Forlì-Cesena, custodendo una delle foreste più antiche e intatte di tutta Europa. Qui dentro trovi la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, diventata Patrimonio UNESCO grazie ai suoi faggi secolari lasciati crescere senza alcun intervento dell’uomo da oltre quattro secoli.
  • Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: parliamo del parco marino più grande d’Europa: conta oltre cinquantaseimila ettari di mare e diciassettemila di terra emersa. Comprende tutte e sette le isole maggiori — Elba, Giglio, Capraia, Pianosa, Montecristo, Giannutri e Gorgona —, ciascuna con una natura geologica del tutto unica, dai tratti vulcanici di Capraia alle rocce calcaree di Giannutri.
  • Parco Regionale della Maremma: conosciuto da tutti come Parco dell’Uccellina, si allunga sulla costa tra Principina a Mare e Talamone. È un susseguirsi continuo di colline calcaree, zone umide vicine alla foce dell’Ombrone, pinete secolari e macchia mediterranea a picco sul mare.

Ogni stagione regala motivi diversi per esplorare questi territori. In autunno, per esempio, le Foreste Casentinesi diventano uno spettacolo per gli occhi con il foliage e offrono l’occasione unica di ascoltare il bramito del cervo in amore. In primavera, al contrario, la Maremma e le isole dell’Arcipelago regalano il clima perfetto per fare trekking a piedi o uscite in kayak lungo la costa. I sentieri sono segnati benissimo e i vari centri visita ti aiutano a scegliere la camminata giusta per le tue gambe, magari unendo l’escursione alla visita di luoghi storici come il Santuario di Camaldoli o la suggestiva Abbazia di San Rabano.

Parchi in Toscana sul mare: quali riserve costiere visitare?

Se cerchi il mare selvaggio, lungo il litorale toscano trovi diversi tratti di costa scampati al cemento. In queste zone le dune di sabbia si incastrano con le pinete e gli stagni salmastri, creando punti di sosta fondamentali per gli uccelli migratori.

Lungo la fascia costiera possiamo evidenziare tre riserve in particolare:

  • Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Si sviluppa tra Viareggio e Livorno e racchiude la famosa Tenuta Presidenziale di San Rossore. Il paesaggio cambia continuamente: trovi acquitrini, dune, pini domestici e il grande lago di Massaciuccoli, da esplorare camminando sulle passerelle in legno sospese sull’acqua mentre osservi gli uccelli.
  • Riserva Naturale Duna Feniglia e Laguna di Orbetello. Siamo nella Maremma del sud, a due passi dall’Argentario. La Feniglia è una lingua di sabbia lunga sei chilometri, tutta coperta da pini marittimi dove i daini girano liberi. Sul lato interno affaccia direttamente sulla laguna di Orbetello, oasi WWF scelta da fenicotteri rosa, aironi e cavalieri d’Italia.
  • Riserva Naturale del Lago di Burano. Un po’ più a sud rispetto a Capalbio trovi questo specchio d’acqua salmastro, diviso dal mare solo da un cordone di dune. È una tappa storica: nel 1968 è diventata la primissima oasi WWF creata in Italia e oggi offre capanni nascosti ideali per chi ama la fotografia naturalistica.

Camminando in queste riserve ti fa scoprire una costa lontana anni luce dai soliti bagni attrezzati e rumorosi. Spiagge intatte come quelle di Marina di Alberese o il tombolo della Feniglia si raggiungono solo a piedi o pedalando tra i profumi di rosmarino e ginepro. Se riesci a organizzare la gita all’inizio della primavera o verso fine estate, ti godi giornate meno calde e una luce pazzesca sulla battigia, magari incrociando sulla sabbia le impronte fresche lasciate all’alba da volpi e cinghiali.

Cosa vedere nei parchi naturali e montani dell’Appennino toscano?

Guardando verso nord e spingendoti nell’entroterra, la Toscana cambia di nuovo pelle e mette in mostra un profilo montuoso deciso, fatto di roccia e pendenze severe. L’Appennino e le Alpi Apuane offrono creste panoramiche, sentieri impegnativi ed enormi boschi di faggio perfetti sia per le camminate estive sia per le uscite sulla neve in inverno.

Tra le aree montane protette devi assolutamente conoscere queste due realtà:

  • Parco Regionale delle Alpi Apuane. Questo massiccio roccioso, celebre in tutto il mondo per le cave di marmo bianco, ha un carattere decisamente alpino pur trovandosi a brevissima distanza dalle spiagge della Versilia. Le Apuane nascondono nel sottosuolo un labirinto carsico fatto di grotte e abissi, come il famoso Antro del Corchia, e regalano vette mozzafiato tra cui il Monte Pisanino e il Monte Forato.
  • Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Corre lungo la linea di crinale che separa la Toscana dall’Emilia e dalla Romagna. Il paesaggio qui è fatto di praterie d’altitudine, mirtilleti e specchi d’acqua glaciali come il Lago Santo, dominati da montagne imponenti quali il Monte Cusna e l’Alpe di Succiso, dove vivono ancora l’aquila reale e il lupo appenninico.

I rilievi della regione offrono una valvola di sfogo fantastica quando le città in pianura diventano roventi in piena estate. Le tracce della rete CAI ricalcano spesso le vecchie mulattiere usate un tempo da pastori o contrabbandieri, guidandoti verso i rifugi in quota dove recuperare le energie con i piatti della tradizione, dai necci con farina di castagne ai funghi porcini. Se decidi di salire sulle Apuane, però, stai attento alla roccia e alle nebbie che risalgono improvvisamente dal mare: infila nello zaino scarponi veri e controlla sempre le previsioni del tempo prima di metterti in marcia.

Quali parchi archeologici e geotermici scoprire in Toscana?

Esistono angoli di Toscana dove la natura selvaggia si fonde in modo indissolubile con l’archeologia, la storia mineraria e la forza del sottosuolo. Questi parchi particolari ti permettono di scoprire le radici industriali della regione e le tracce lasciate dalle civiltà antiche.

I siti più interessanti da questo punto di vista sono tre:

  • Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Si trova nel comune di Piombino, proprio davanti al Golfo di Baratti, ed è l’unico parco archeologico italiano affacciato direttamente sul mare. Racchiude i resti di Populonia — la sola città etrusca costruita sulla costa —, con la necropoli di San Cerbone immersa nella macchia e l’acropoli romana arroccata in cima al promontorio.
  • Parco Nazionale delle Colline Metallifere Grossetane. Inserito nella rete dei geoparchi UNESCO, questo parco minerario abbraccia diversi comuni della Maremma del nord. Ripercorre secoli di estrazione dei metalli dagli Etruschi fino al secolo scorso, consentendo di scendere nelle gallerie sotterranee o di esplorare i vecchi villaggi dei minatori.
  • Parco Naturalistico delle Biancane. Si trova a Monterotondo Marittimo, dentro l’area geotermica di Larderello, e regala uno scenario quasi lunare. Qui il vapore e le emissioni di idrogeno solforato escono direttamente dalle spaccature delle rocce, tingendo la terra di giallo e di bianco.

Come organizzare una visita ai parchi toscani con i bambini?

Se ti muovi con la famiglia, la riuscita della giornata dipende quasi tutta dalla scelta del percorso. Per fortuna, diversi parchi della regione hanno realizzato itinerari didattici accessibili anche coi passeggini da trekking e centri visita attrezzati per i laboratori.

Tra le mete migliori per chi viaggia con i figli ti segnaliamo:

  • Parco Forestale di Poggio Neri a Sassetta. Si trova nei boschi della Costa degli Etruschi e ospita il “Sentiero del Carbone”, un anello facile e pianeggiante dove è stata ricostruita la vita dei vecchi carbonai, con tanto di capanne e aie da carbone a grandezza naturale.
  • Oasi LIPU di Santa Luce. È un piccolo lago nato in origine come bacino artificiale e diventato nel tempo una riserva naturale ricchissima di vita. I bambini possono osservare anatre, aironi e svassi passeggiando su un sentiero comodo intervallato da capanni in legno.
  • Parco Faunistico del Monte Amiata. Situato sulle pendici dell’antico vulcano dell’Amiata e ti permette di camminare lungo ampi spazi recintati per avvistare da vicino e in totale sicurezza gli animali dell’Appennino, come lupi, daini, caprioli e camosci.

Scegliendo una di queste mete è possibile regalare ai propri figli qualche ora di divertimento all’aria aperta senza rischiare che si stanchino o si annoino subito. Se si viaggia nelle mezze stagioni, bisogna ricorda di infilare nello zaino un cambio completo per i piccoli, un paio di k-way e le borracce, sfruttando le aree picnic con i tavoli in legno presenti all’ingresso per fare una bella pausa pranzo all’aperto.

FAQ – Domande frequenti

Qual è il parco naturale più grande della Toscana?

il parco naturale più esteso è il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano con i suoi oltre 74.000 ettari complessivi tra terra ed estensione marina. Per quanto riguarda la sola superficie terrestre continentale, il più grande è il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Si paga un biglietto d’ingresso per entrare nei parchi toscani?

l’accesso a molti parchi e sentieri montani è del tutto gratuito. In alcune riserve specifiche o parchi regionali come il Parco della Maremma e il Parco di San Rossore è richiesto un biglietto per l’accesso ai sentieri tutelati, al servizio navetta o alle visite guidate.

I cani possono entrare nei parchi naturali in Toscana?

le regole variano a seconda dell’area protetta. Nei parchi nazionali come le Foreste Casentinesi i cani sono ammessi al guinzaglio sui sentieri principali, mentre in riserve trasversali come la Maremma o l’Isola di Montecristo l’ingresso agli animali domestici è vietato per proteggere la fauna selvatica.

Qual è il periodo migliore per fare trekking nei parchi della Toscana?

la primavera (da aprile a giugno) e l’autunno (da settembre a novembre) sono i momenti ideali per visitare i parchi costieri e collinari evitando il caldo torrenziale. L’estate è invece perfetta per le escursioni in quota sulle Alpi Apuane e sull’Appennino.

Ci sono parchi naturali in Toscana vicini al mare?

sì, la Toscana vanta splendidi parchi costieri a ridosso del mare tra cui il Parco della Maremma, il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, la Riserva della Duna Feniglia e l’intero Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

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