Adagiata su un colle che domina le Colline Metallifere e la pianura maremmana fino alla costa di Follonica, Massa Marittima è uno dei gioielli medievali più affascinanti della Toscana, in provincia di Grosseto. Nonostante il nome tragga in inganno, il mare si trova a una ventina di chilometri di distanza: l’aggettivo “Marittima” fa infatti riferimento all’antica appartenenza al territorio della Maremma.
Sede di un potente Libero Comune durante il Medioevo, questo borgo custodisce un patrimonio artistico eccezionale legato all’estrazione mineraria del rame e dell’argento. Una tappa a Massa Marittima regala un viaggio immersivo tra piazze spettacolari, vicoli in pietra e panorami sterminati sulla campagna toscana.
Cosa vedere a Massa Marittima nella Città Vecchia?
Il punto di partenza migliore è Piazza Garibaldi, lo spazio centrale attorno a cui ruota la parte bassa del borgo. La piazza ha una forma insolita e storta, dominata dalla scalinata della Cattedrale di San Cerbone. La facciata del Duomo mescola stile romanico e gotico, mentre all’interno si attraversano le tre navate per osservare l’Arca di San Cerbone scolpita nel 1324, il fonte battesimale in travertino e la pala d’altare attribuita a Duccio di Buoninsegna.
Accanto alla cattedrale sorge il Palazzo del Podestà, edificio del Duecento facilmente riconoscibile per gli stemmi di famiglia scolpiti sulla facciata dai capitani di giustizia. Le sue stanze ospitano il Museo Archeologico, che raccoglie vasi, armi e reperti etruschi trovati negli scavi del vicino Lago dell’Accesa. Sull’altro lato della piazza si allunga il Palazzo Comunale, nato dall’unione di più torri in pietra.
Lasciando alle spalle la piazza principale ci si addentra tra le stradine della parte antica, dove si incontrano vecchie botteghe, archi in muratura e vicoli stretti. Imboccando Via Moncini si inizia a salire verso la zona trecentesca, costeggiando le antiche mura che separavano il quartiere basso dalle fortificazioni senesi.
Cosa vedere nella Città Nuova e il complesso del Cassero
Sulla cima del colle si sviluppa la Città Nuova, la zona fatta costruire nei primi anni del Trecento per accogliere le famiglie dei minatori e degli artigiani. Questa parte alta si presenta con strade più ampie e diritte, protette dalle imponenti strutture difensive innalzate dai Senesi dopo la conquista del 1335. Il punto di passaggio tra le due zone della città è segnato dalla Torre del Candeliere, detta anche Torre dell’Orologio, tirata su nel 1228.
Salendo sulla cima della torre attraverso la scalinata interna si apre un panorama a trecentosessanta gradi sui tetti del centro storico, sui boschi e, quando il cielo è limpido, fino al profilo dell’Isola d’Elba. La struttura si collega alla Fortezza Senese mediante l’Arco del Cassero, una passerella in pietra a grande altezza che permetteva ai soldati di spostarsi lungo i camminamenti di guardia.
Nella piazzetta della Città Nuova si trova il Complesso di San Pietro all’Orto, ex convento agostiniano trasformato in museo d’arte. Nelle sale sono esposte tavole dipinte e statue in legno del Medioevo toscano, tra cui spicca la Maestà dipinta da Ambrogio Lorenzetti nel 1335. Questo quartiere è meno affollato rispetto alla piazza del Duomo e si presta a una passeggiata tranquilla tra cortili e tratti di mura ben conservati.
L’affresco dell’Albero dell’Abbondanza e le sue fonti
Poco sotto la piazza principale, lungo la discesa che porta verso la porta salaria, si incontrano le Fonti dell’Abbondanza. Si tratta di un grande edificio in pietra del Duecento nato per raccogliere l’acqua sorgiva e conservare le scorte di grano del comune. La struttura è famosa per un dipinto murale riemerso nel 2000 durante alcuni lavori di pulizia sotto un vecchio strato di intonaco: l’affresco dell’Albero dell’Abbondanza.
L’immagine raffigura un grande albero dai cui rami pendono venticinque falli maschili in erezione, con alcune donne ai piedi della pianta intente a raccoglierli o a contenderseli con dei bastoni. Tra le fronde volano grandi uccelli neri. Eseguito tra il 1265 e il 1290, il dipinto divide ancora gli studiosi: alcuni lo considerano un simbolo di fertilità e di buon augurio per i raccolti e la sorgente, mentre altri vi vedono un messaggio politico o un avvertimento contro la lussuria.
Il dipinto è uno dei pochi esempi rimasti di arte profana del Duecento in Italia. L’ingresso alla nicchia delle Fonti è libero e permette di osservare la parete dipinta a pochi passi dalla vasca in pietra. I pannelli esplicativi posti all’interno aiutano a leggere i dettagli del dipinto e a ricostruire la storia dell’approvvigionamento idrico nella Maremma medievale.
Trekking e MTB: i percorsi tra le Colline Metallifere
I boschi e i rilievi attorno all’abitato hanno reso la zona un punto di riferimento per chi ama la mountain bike e le camminate all’aria aperta. Il territorio offre centinaia di chilometri di strade sterrate, vecchie mulattiere e sentieri tracciati nella macchia mediterranea, adatti sia a uscite tranquille in e-bike sia a discese tecniche di enduro.
La rete di percorsi conosciuta come Massa Marittima Trail Area attira ciclisti da tutta Europa, con tracciati celebri come il Canyon o lo Spaghetti Trail, tenuti in ordine dalle associazioni del posto. I sentieri attraversano castagneti, vecchi ingressi di miniere abbandonate e creste panoramiche con vista sulla vallata. Molte strutture ricettive mettono a disposizione vani chiusi per le bici, officine per le riparazioni e contatti con guide locali.
Per chi si sposta a piedi, una meta interessante a poca distanza dal centro è il Lago dell’Accesa, un bacino d’acqua dolce profondo e pulito. Attorno alle sponde si sviluppa un parco archeologico etrusco dove si cammina tra le fondamenta in pietra di antichi quartieri contadini e fonderie del VI secolo avanti Cristo. Nei mesi caldi le sponde del lago sono frequentate anche per un bagno rinfrescante prima di rientrare in paese.
Consigli pratici per la visita: parcheggi, quando andare e dove mangiare
Chi arriva in macchina deve considerare che l’intero centro storico rientra in una zona a traffico limitato. Per evitare sanzioni conviene lasciare l’auto nei posti gratuiti lungo Via del Parco o nel piazzale vicino al Parco della Rimanenza, a cinque minuti di cammino dalla Città Nuova. Chi vuole parcheggiare più vicino alla piazza del Duomo trova gli stalli a pagamento in Via della Repubblica, spesso completi nei fine settimana estivi.
I mesi migliori per organizzare il viaggio sono la primavera e l’inizio dell’autunno. Le temperature miti rendono piacevoli le camminate in salita tra i vicoli e i boschi mostrano i loro colori migliori. Chi sceglie i mesi estivi beneficia comunque del vento che soffia dalla costa, oltre alla possibilità di assistere al Balestro del Girifalco, la rievocazione storica che si tiene la quarta domenica di maggio e la seconda domenica di agosto. In quelle date i balestrieri dei tre quartieri si sfidano in piazza scagliando le frecce verso un bersaglio in legno.
A tavola la cucina locale propone i piatti classici della tradizione maremmana. Nei menu delle osterie spiccano i tortelli di ricotta ed erbe conditi con sugo di cinghiale, le pappardelle alla lepre, le zuppe di verdura e i piatti a base di cacciagione. Ad accompagnare i pasti ci sono i vini rossi della DOC Monteregio di Massa Marittima, prodotti con uve Sangiovese coltivate sulle colline vicine.
FAQ – Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Massa Marittima?
per visitare i monumenti principali del centro storico, il duomo e salire sulla torre del candeliere basta mezza giornata. se si desidera visitare anche i musei interni e fare un’escursione al lago dell’accesa conviene dedicare una giornata intera.
Massa Marittima si trova sul mare?
no, nonostante il nome il borgo sorge su una collina nell’entroterra a circa 20 chilometri dal mare. le spiagge più vicine sono quelle del golfo di follonica e della costa scarlino.
Dove parcheggiare gratis a Massa Marittima?
I parcheggi gratuiti più comodi si trovano lungo via del parco e nell’area sosta vicino al parco della rimanenza, situati a brevi distanze a piedi dalle porte d’accesso al centro storico.
Cos’è il Balestro del Girifalco e quando si svolge?
è una storica gara di tiro con la balestra medievale tra i tre terzieri della città. si svolge due volte l’anno in piazza garibaldi: la quarta domenica di maggio e la seconda domenica di agosto.
Dove si trova l’affresco dell’Albero dell’Abbondanza?
L’affresco si trova all’interno del complesso delle fonti dell’abbondanza in via della liberta, a pochissimi metri da piazza garibaldi. L’accesso per ammirare il dipinto è gratuito.






