Grosseto

Cosa vedere a Magliano in Toscana: borgo, mura e dintorni

Magliano in Toscana si trova nella parte meridionale della provincia di Grosseto, adagiato sulle colline della Maremma a circa venti minuti dalle spiagge dell’Argentario e a mezz’ora dal capoluogo provinciale. Arrivando dalla pianura o seguendo le strade del vino, il profilo del paese si riconosce all’istante grazie alla possente cinta muraria che corona la sommità del colle, circondata da distese fitte di uliveti e vigne da cui nasce il Morellino.

La sua posizione geografica ne ha definito l’identità per millenni. A metà strada tra l’entroterra montuoso e la fascia costiera tirrenica, questo centro ha svolto il ruolo di presidio difensivo e snodo commerciale per diverse civiltà, a partire dagli insediamenti etruschi per poi passare sotto il controllo delle casate medievali e della Repubblica senese.

In questa guida trovi tutto ciò che serve per organizzare la passeggiata, dai dettagli per salire sul camminamento di ronda alle bellezze architettoniche del centro storico, fino ai siti archeologici e naturali sparsi nelle campagne e alle terme più vicine per concludere la giornata.

Passeggiata sulle mura di Magliano: come salire sul camminamento di ronda

Le fortificazioni di Magliano in Toscana costituiscono uno dei complessi difensivi medievali meglio conservati di tutta la regione. La cinta è stata tirata su a partire dal Basso Medioevo sotto la guida dei conti Aldobrandeschi, signori incontrastati della Maremma, che volevano una roccaforte sicura per controllare i movimenti di truppe provenienti dal mare e dalla pianura dell’Ombrone. Nei secoli successivi, con il passaggio sotto il dominio della Repubblica di Siena, la struttura è stata rinnovata, irrobustita e ampliata tra il Trecento e il Quattrocento con l’aggiunta di torri di vedetta sia semicircolari che a pianta quadrata, per poi essere consolidata con i restauri del Novecento che hanno restituito piena solidità all’intero perimetro.

La cosa più bella di questa fortezza sta nella possibilità di percorrere a piedi il camminamento di ronda originale. L’accesso avviene tramite scalinate in pietra posizionate in corrispondenza delle porte principali e di alcuni varchi della circonvallazione. Il settore migliore da percorrere è il tratto sud-ovest, dove il passaggio corre rialzato a ridosso delle feritoie e dei merli, regalando una vista che spazia senza ostacoli sulle colline verdeggianti, sui boschi e sui casolari isolati della campagna circostante, fino a scorgere chiaramente la costa dell’Argentario, la laguna di Orbetello e l’Isola del Giglio che compare all’orizzonte nelle giornate limpide.

Per entrare e uscire dal borgo si passava storicamente da due ingressi principali che raccontano il passato militare del paese:

  • Porta San Giovanni, che si apre sul versante a sud ed era il passaggio da cui arrivavano merci, contadini e viandanti dal litorale tirrenico.
  • Porta San Martino, posizionata a nord vicino all’antica rocca Aldobrandesca, che serviva a sorvegliare la strada verso l’interno della Maremma in direzione di Scansano.

Il momento migliore per salire sulle mura è il tardo pomeriggio, quando la luce della sera illumina le pietre in travertino della cinta difensiva e l’aria fresca comincia ad alzarsi dal mare.

Cosa vedere nel centro storico di Magliano tra vicoli e palazzi in pietra

L’accesso principale al borgo avviene varcando l’arco d’ingresso di Via Giuseppe Mazzini. Questa strada rappresenta l’arteria che attraversa il paese dividendolo in due aree distinte. Sulla sinistra si sviluppa la parte più recente, mentre sulla destra si snoda la zona più antica, un insieme fitto di vicoli lastricati, archi in pietra e case medievali che custodiscono il passato del paese.

Camminando lungo Via Mazzini arrivi in pochi minuti in Piazza della Libertà, il baricentro della vita quotidiana del borgo e punto di ritrovo per gli abitanti. Sulla destra della piazza sorge il Palazzo dei Priori, antico palazzo pubblico riconoscibile per il loggiato al piano superiore e per le facciate piene degli stemmi in pietra lasciati dai capitani e dai podestà che hanno amministrato la cittadina nel tempo. Proseguendo nell’esplorazione del borgo incontri anche il quattrocentesco Palazzo Checco il Bello, un edificio che conserva una facciata in stile gotico senese decorata con bifore intagliate nell’arenaria e rilievi legati alla figura del capitano di ventura Francesco Salvi.

Passeggiando tra le piazzette trovi anche due chiese antiche che meritano sicuramente una sosta:

  • La Chiesa di San Martino, che sorge sulla sinistra di Piazza della Libertà verso la porta a nord, risale al Duecento e mostra una facciata semplice in puro stile romanico, mentre dentro custodisce begli affreschi di scuola senese tra cui una Madonna con il Bambino e varie immagini di santi.
  • La Chiesa di San Giovanni Battista, costruita all’estremità opposta del paese, unisce la struttura medievale originale con interventi rinascimentali e conserva all’interno un antico fonte battesimale scolpito nella pietra.

Il territorio di Magliano ha anche un legame molto forte con gli Etruschi. A fine Ottocento, in località Santa Maria in Borraccia, è stato trovato il famoso Piombo di Magliano, una tavoletta di metallo del V secolo a.C. con un testo inciso a spirale sulle due facce, uno dei documenti più preziosi mai ritrovati per lo studio della lingua etrusca. Il reperto originale è esposto al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ma puoi scoprire la storia delle necropoli scavate nei dintorni visitando il piccolo Centro di documentazione archeologica allestito dentro le mura.

L’Olivo della Strega e i resti di San Bruzio: due tappe fuori dal centro

Lasciandosi alle spalle le mura del paese per fare pochi passi nella campagna circostante, si incontrano due luoghi carichi di fascino che completano la visita.

A circa mezzo chilometro dal paese, vicino alla Chiesa della Santissima Annunziata, cresce l’Olivo della Strega, un albero monumentale tra i più vecchi d’Europa con oltre tremila anni di vita stimati. Il tronco è imponente, cavo all’interno e nodoso a tal punto da sembrare una scultura che cambia aspetto a seconda di dove ti posizioni per guardarla. I racconti popolari tramandati dai contadini dicono che nel Medioevo le donne del paese si riunissero attorno a questo albero per antichi riti pagani propiziatori, una leggenda che ha dato il nome alla pianta e che continua ad attirare molti curiosi.

Prendendo la macchina per appena cinque minuti verso sud lungo la strada provinciale che va verso Marsiliana, si raggiunge la solitaria Abbazia di San Bruzio, immersa tra campi di grano e uliveti. Per visitarla devi lasciare l’auto sul bordo della strada davanti al sentiero d’ingresso, chiuso da una recinzione per proteggere l’area. L’abbazia è stata costruita nell’XI secolo dai monaci benedettini camaldolesi su un antico sito religioso, ma a partire dal Trecento è stata abbandonata a causa dei continui scontri con l’esercito di Siena.

Oggi della chiesa rimangono solo le rovine senza tetto, eppure le parti ancora in piedi conservano dettagli di grandissimo valore:

  • L’abside semicircolare in blocchi di travertino dorato, che guarda ancora dritto verso est.
  • I pilastri e gli archi a sesto acuto del presbiterio, che si alzano solitari verso il cielo aperto.
  • I capitelli scolpiti in stile franco-lombardo, una testimonianza rarissima da queste parti, decorati con foglie d’acanto, figure di animali simbolici, teste d’uomo e motivi geometrici.

La suggestione delle pietre isolate nella campagna rende San Bruzio una tappa fantastica per chi ama scattare fotografie, soprattutto quando il sole tramonta o nelle notti limpide con le stelle che incorniciano gli archi romanici.

Cosa vedere nei dintorni di Magliano in Toscana: i borghi di Pereta e Montiano

Chi ha un po’ di tempo in più può allungare l’itinerario visitando due piccoli borghi vicini che fanno parte dello stesso comune:

  • Pereta si trova a una decina di chilometri salendo verso Scansano, un paese raccolto a cui si accede passando sotto la merlata Porta di Ponente, dove camminando tra le viuzze lastricate si arriva sotto la Torre dell’Orologio, alta quasi trenta metri e considerata la torre medievale più alta di tutta la provincia.
  • Montiano sorge invece verso la pianura grossetana sopra una collina panoramica, con i vecchi bastioni difensivi della rocca e un affaccio aperto che nelle giornate di vento spazia dalla foce del fiume Ombrone fino alle isole dell’arcipelago.

Intorno a entrambi i centri ci sono colline coltivate a vigneto, ottime per fermarsi in qualche cantina a fare una degustazione di Morellino di Scansano.

Relax termale, soste a tavola e consigli utili per la visita

Per chiudere la gita a Magliano vale la pena regalarsi un po’ di riposo sfruttando le sorgenti termali che punteggiano questa parte della Maremma. Non lontano dal borgo ci sono stabilimenti termali con vasche di acqua calda sulfurea all’aperto, un toccasana per rilassarsi soprattutto nelle giornate fresche d’autunno o d’inverno dopo aver camminato tra i vicoli e le mura.

Prima di partire è utile tenere a mente un paio di aspetti per gestire al meglio la giornata:

  • Per girare il centro storico a piedi, fare il camminamento delle mura ed entrare negli edifici servono circa due ore e mezza.
  • Se vuoi raggiungere con calma l’Olivo della Strega, esplorare i ruderi di San Bruzio e fare un salto a Pereta o Montiano, calcola almeno una mezza giornata abbondante.
  • Il centro dentro le mura è zona a traffico limitato, ma puoi lasciare l’auto nei parcheggi gratuiti appena fuori Porta San Giovanni oppure lungo la strada che circonda le mura, a ridosso delle scalette pedonali.

La visita non è davvero completa senza sedersi a tavola in una delle osterie del paese, dove si mangia la cucina maremmana verace. Puoi gustare i sapori della terra e dei boschi vicini, dai funghi porcini al tartufo fresco, fino alle castagne e all’olio d’oliva nuovo. Da non perdere i classici tortelli maremmani fatti a mano con la sfoglia all’uovo e ripieni di ricotta ed erbette, serviti con il ragù di cinghiale o di carne, insieme all’acquacotta tradizionale con pane tostato e una bella tagliata di razza chianina o maremmana cotta alla brace. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Morellino di Scansano, il rosso che nasce proprio dalle vigne che vedi spuntare intorno al paese.

FAQ – Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per visitare Magliano in Toscana?

Per visitare il centro storico, percorrere a piedi il camminamento sulle mura ed entrare nelle chiese principali bastano circa due ore. Se vuoi aggiungere le tappe fuori porta come l’Olivo della Strega, le rovine dell’Abbazia di San Bruzio e una sosta a Pereta, metti in conto mezza giornata.

Dove si può parcheggiare per visitare il centro storico?

Il centro dentro le mura è zona a traffico limitato, ma puoi lasciare l’auto gratuitamente appena fuori dalla cinta muraria. I punti più comodi sono il parcheggio vicino a Porta San Giovanni e gli stalli lungo la strada di circonvallazione, proprio sotto le scalette d’accesso al camminamento.

Come si arriva all’Abbazia di San Bruzio e quanto costa l’ingresso?

L’abbazia si trova a circa due chilometri a sud del paese, lungo la strada provinciale che porta verso Marsiliana. L’ingresso all’area archeologica è libero e gratuito: basta accostare l’auto sul ciglio della strada prima della recinzione e seguire il sentiero a piedi tra gli ulivi per circa due minuti.

Cosa c’è da vedere vicino a Magliano in Toscana?

A dieci minuti d’auto puoi raggiungere il borgo medievale di Pereta con la sua torre dell’orologio alta quasi trenta metri, oppure salire a Montiano per una vista panoramica che arriva fino al mare. Se cerchi relax, a breve distanza trovi anche gli stabilimenti con piscine termali della Maremma.

Cosa si mangia di tipico a Magliano in Toscana?

I piatti più conosciuti sono i tortelli maremmani di pasta all’uovo ripieni di ricotta e bietole conditi con ragù di cinghiale, l’acquacotta con verdure e pane tostato, le carni alla brace e i piatti a base di funghi porcini o tartufo, sempre accompagnati da un calice di vino Morellino di Scansano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *