Siena

Cosa vedere a Val d’Orcia: i borghi e i panorami più belli

Per capire esattamente dove ci troviamo, dobbiamo guardare alla parte meridionale della Toscana, in quella porzione di provincia di Siena che si estende a nord e a est del monte Amiata e arriva quasi a sfiorare i confini con il Lazio.

La Val d’Orcia è una depressione naturale scavata dal passaggio dell’omonimo fiume, incastrata tra le Crete Senesi e le pendici boscose della montagna. È una destinazione cercata, un ecosistema di argilla e tufo dove la mano dell’uomo, dal Medioevo in poi, ha lavorato per creare un equilibrio estetico che oggi l’UNESCO protegge.

I borghi imperdibili del Parco della Val d’Orcia

Andare in giro per i borghi della valle vuol dire vedere come sono cambiate le idee degli uomini nei secoli. Pienza è il punto di partenza, deve tutto a Enea Silvio Piccolomini, ovvero Papa Pio II, che volle trasformare il suo umile villaggio natale in una “città ideale” del Rinascimento. La piazza principale, con quella pavimentazione a spina di pesce e la cattedrale che sembra quasi sporgersi nel vuoto, è il centro di un progetto che cercava la perfezione architettonica.

Ma la Val d’Orcia ha anche un lato più ruvido e medievale, a San Quirico d’Orcia, ad esempio, si cammina ancora tra mura nate per dare riparo ai pellegrini che percorrevano la Via Francigena. Qui vale la pena entrare negli Orti Leonini, un giardino all’italiana rimasto praticamente identico dalla fine del Cinquecento. Montalcino è famosa nel mondo per il Brunello, certo, ma basta salire sulla sua Fortezza trecentesca per capire che un tempo la sua funzione era quella di controllare militarmente il confine verso la Maremma.

Quindi, se visiti la zona, non puoi perdere:

  • Pienza: famosa per il pecorino e per i suoi vicoli che regalano affacci panoramici continui sulle colline.
  • San Quirico d’Orcia: ideale per chi cerca un’atmosfera medievale autentica e meno caotica.
  • Montalcino: la patria del Brunello, un borgo fatto di strade ripide e botteghe artigiane.
  • Radicofani: il punto più a sud, caratterizzato da una rocca che un tempo sorvegliava il passaggio verso lo Stato Pontificio.

Punti panoramici della Val d’Orcia

L’estetica della Val d’Orcia è talmente radicata nell’immaginario collettivo che spesso si ha la sensazione di aver già visto questi posti prima ancora di arrivarci. Il merito è della ripetizione visiva di alcuni elementi naturali diventati simboli. I cipressi sono i protagonisti assoluti, ma non si trovano ovunque in modo casuale; seguono i confini delle proprietà o i crinali delle colline per segnare le vecchie strade bianche.

Uno dei punti più celebri si trova poco fuori San Quirico d’Orcia, lungo la via Cassia: un boschetto di alberi isolato su un’altura che rompe la linea delle distese di grano. Poco lontano, la Cappella della Madonna di Vitaleta è forse l’immagine più conosciuta della regione. Si tratta di una minuscola chiesa incastonata tra due filari di cipressi, costruita nel punto esatto in cui la tradizione colloca un’apparizione mariana. Raggiungerla richiede una camminata su una strada sterrata, ma è l’unico modo per sentire il silenzio che circonda questo posto.

Altro punto focale è la strada che porta a Monticchiello, famosa per i suoi tornanti strettissimi che sembrano disegnati per assecondare la pendenza del terreno.

Bagno Vignoni e le terme naturali: dove rilassarsi

Nessun altro posto in Toscana somiglia a Bagno Vignoni. Mentre in ogni città la piazza è il luogo del mercato o della chiesa, qui lo spazio centrale è occupato da una gigantesca vasca d’acqua calda che fuma da secoli.

Le sorgenti termali che sgorgano in questo borgo erano note già agli antichi romani e sono state frequentate da Lorenzo il Magnifico e Santa Caterina da Siena. L’acqua arriva in superficie a circa 49 gradi dopo aver attraversato gli strati vulcanici legati al vicino Monte Amiata. Sebbene oggi sia vietato fare il bagno nella vasca monumentale della piazza, l’acqua continua il suo percorso scorrendo verso il Parco dei Mulini.

Lungo il fianco della collina si trovano le antiche strutture utilizzate per macinare il grano grazie alla forza costante del flusso termale, e alla base del pendio si sono formate delle vasche naturali dove è ancora possibile immergersi liberamente. È un’esperienza che permette di toccare con mano la forza geologica che ha plasmato questa terra. Il contrasto tra la pietra calcarea bianca, scavata dall’acqua nei secoli, e il verde della vegetazione circostante crea un ambiente che sembra rimasto fermo nel tempo.

Itinerario in Val d’Orcia: come organizzare 3 giorni

Organizzare un viaggio di tre giorni permette di toccare le tappe principali senza la fretta che mal si concilia con questi luoghi. Tre giorni sono il tempo minimo per capire che la Val d’Orcia è un territorio che richiede soste prolungate.

Per gestire al meglio il tempo, puoi dividere il tour così:

  • Giorno 1: esplora Pienza e i suoi palazzi rinascimentali, scendi verso la Madonna di Vitaleta a piedi e concludi la giornata tra le mura di San Quirico.
  • Giorno 2: dedica la giornata a Montalcino e all’Abbazia di Sant’Antimo, dove l’architettura romanica e gli ulivi secolari creano un’atmosfera di isolamento assoluto.
  • Giorno 3: scendi verso Bagno Vignoni per una sosta alle terme e poi sali fino alla Rocca di Radicofani, passando per i tornanti di Monticchiello.

Come arrivare nella Val d’Orcia e dove parcheggiare

Il modo più efficace per raggiungere la Val d’Orcia è l’auto, poiché i trasporti pubblici sono rari e non collegano i punti di maggiore interesse paesaggistico. Se arrivi da nord, l’uscita della A1 è Firenze Impruneta, da cui proseguire verso Siena e poi imboccare la statale Cassia (SR2) in direzione sud. Chi arriva da Roma deve uscire al casello di Chiusi-Chianciano Terme e seguire le indicazioni per la foce e la Val d’Orcia.

Per i parcheggi, tieni presente che quasi tutti i borghi sono ZTL. A Pienza dovrai lasciare l’auto fuori dalle mura, lungo la via Cassia (parcheggi blu a pagamento), mentre a Montalcino l’area più comoda è quella vicina alla Fortezza. A Bagno Vignoni esiste un grande parcheggio sterrato proprio all’ingresso del borgo, ed è quasi obbligatorio usarlo, dato che lo spazio all’interno è praticamente inesistente per chi non risiede lì.

Domande frequenti (FAQ)

Qual è il periodo migliore per vedere le colline verdi?
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Il momento ideale è tra metà aprile e metà maggio. È in queste settimane che il grano è in piena crescita e regala quel colore verde brillante tipico delle cartoline. Da giugno in poi la valle inizia a dorarsi per la mietitura.
Quanti giorni servono per visitare la Val d’Orcia?
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Per vedere i borghi principali (Pienza, Montalcino, San Quirico) e godersi i panorami con la giusta calma, servono almeno 3 giorni. Un weekend lungo è la soluzione perfetta per includere anche una sosta termale.
Dove si trovano i famosi cipressi a cerchio?
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Il celebre boschetto di cipressi disposti in cerchio si trova lungo la Via Cassia, in località i Triboli, a pochi chilometri da San Quirico d’Orcia procedendo verso sud in direzione di Radicofani.
Si può visitare la zona con i mezzi pubblici?
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È sconsigliato. I collegamenti tra i borghi sono limitati e molti degli spot fotografici più belli si trovano lungo strade provinciali non servite dai bus. L’auto o la moto restano i mezzi migliori per muoversi in libertà.
Dove trovo le terme naturali gratuite?
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A Bagno Vignoni l’acqua termale defluisce verso il Parco dei Mulini, ai piedi della collina. Qui si sono formate delle vasche calcaree naturali dove è possibile immergersi gratuitamente immersi nella natura.

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